Diversità ed Inclusione

Quali sono i vantaggi dell’assunzione di persone appartenenti alle categorie protette?

Da diversi anni si è iniziato a parlare di Diversity Management all’interno delle aziende. Con questo termine si intende quell’insieme di pratiche volte a valorizzare la diversità all’interno dell’ambiente lavorativo.  La diversità può essere riferita al genere (si pensi alle quote rosa, per esempio), alle origini etniche, alle differenze culturali o ad abilità fisiche.

Le trasformazioni in atto nel nostro Paese, hanno fatto sì che fosse necessario adottare una gestione inclusiva delle diversità. Molte aziende italiane non hanno però ancora pienamente colto le opportunità che il Diversity Management può offrire in termini di miglioramento del clima aziendale.

La Diversity & Inclusion può infatti rappresentare un vero e proprio asset strategico di crescita per le aziende. Una maggiore attenzione all’inclusione delle diversità, tra cui la disabilità, ha effetti positivi sulla produttività e sull’immagine dell’azienda percepita da mercato e consumatori.

Secondo uno studio, il 38% degli italiani sarebbe infatti favorevole a più pubblicità e packaging che mostrino famiglie non tradizionali e persone di diversa etnia, orientamento sessuale o diversamente abili.

Nelle grandi aziende o multinazionali estere con sede in Italia, questa è già una realtà da diverso tempo. Questo è legato anche al fatto che le loro strategie d’impresa spesso riprendono policies aziendali già adottate in precedenza nel Paese di origine.
Nelle Piccole e Medie Imprese italiane e nella  Pubblica Amministrazione, invece, difficilmente vengono investite risorse in questo ambito.

Tra i vantaggi dell’inclusione, non si può tralasciare anche quello economico.
A favore della diversità, spicca una ricerca promossa da McKinsey, la quale evidenzia che  la diversificazione del capitale umano può portare  ad un aumento dei guadagni  fino al 43%.

Negli ultimi anni, in Italia, si è registrato un aumento della popolazione disabile; la percentuale dei lavoratori con disabilità relazionale, ovvero con diagnosi di spettro autistico o legata ad un disagio psichico, si attesta intorno al 5%.

Gazie ai nuovi fondi assegnati all’INPS per i bonus disabilità, tali benefici possono continuare ad essere richiesti dai datori di lavoro anche nel 2020.


Il testo del decreto, disponibile per la lettura sul sito del Ministero del Lavoro, fissa le somme trasferite all’INPS. Sono stati versati 3.789.575 euro in relazione al primo, secondo e terzo bimestre del 2019;
A partire dal 2020, oltre a 20 milioni annuali, si possono contare ulteriori 1.915.742 euro “per complessivi euro 21.915.742,00 assegnati al capitolo 3892 Fondo per il diritto al lavoro dei disabili”.

 Per venire incontro a quelle aziende che si trovano ad essere ancora titubanti sull’assunzione di persone appartenenti alle categorie protette, esistono cooperative sociali, come ad esempio BES (che opera sulla zona di Milano e Lombardia), che si occupano di formare personale altamente professionale e di accompagnarlo durante ogni fase dell’esperienza lavorativa, per garantire all’azienda “cliente” il massimo del profitto. Tramite queste cooperative si può beneficiare dell’esternalizzazione di attività scomode e abbattere i costi, adempire alla legge 68/89 per mezzo di convenzioni quadro territoriali (ex Art.14 d.lgs 274/2003).

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